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AndreaTaglio
Memorie di una Testa Tagliata
1 ottobre 2013
Suono del vento in un microfono
flusso di coscienza, evidentemente.
Mi spiace, amichetti, non si può avere un post giornaliero, e anche quando ne scrivo solo uno al mese (forse meno), comunque non ho sempre qualcosa da dire.
oh, intendiamoci, giudizi e opinioni ne ho finchè volete.
Breaking Bad non è altro che McGyver tradotto negli anni 2000. Cosa ci trovate di così interessante?
Con il tempo le mie opinioni politiche sono diventate sempre più trasversali: posso rompere i coglioni a ogni ideologia, qualunquisto compreso
guardare porno influenza la percezione della realtà sociale. La vivisezione è un'ottima cosa (stappo un crodino per ogni beagle ammazzato nei laboratori). Non fanno più bei film, solo vaccate (e la colpa è tutta di lindelhof, jj abrams e dello stronzo che ha inventato l'handycam). I bei tempi di una volta erano schifosi. La medicina alternativa dovrebbe essere vietata. Certe tecniche comunicative dovrebbero essere messe fuori legge (e il plagio esiste e deve essere monitorato).

Visto? tutte le opinioni e i giudizi che volete.
Ma qualcosa di importante da dire? ora?
no, mi spiace.

ho bisogno di farmi un nuovo giro di amici (un paio di quelli storici mi hanno deluso e non si sono più fatti sentire, e poi è ora di cambiare).
Al lavoro dovrei darci dentro più di prima, ma sono stanco (e, oggi, influenzato).
Vorrei ricominciare a scrivere. Di brutto... E invece soffro di dipendenza dai giochini di internet (terribile male).
Bene. ho faccialibrato abbastanza, postando una delle smenate peggiori da quando ho questo blog.
addio

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/10/2013 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 settembre 2013
Ho perso il treno. Mi dispiace, anche voi.
Ciao

non so come mi sia venuta fuori, ma, senza grande sforzo, ho pensato che io e i miei amici in qualche modo ci assomigliamo tutti.
Sapete in cosa?
Abbiamo tutti perso qualche treno di troppo.
Magari sono stati treni importanti, anni persi all'università, perchè eravamo troppo duri a guardare i binari. E i treni passavano.
Magari abbiamo perso per una cazzata la persona con cui, ne siamo sicuri ancora adesso, saremmo stati felici. Magari ci ha proprio snobbato ripetutamente e non avremmo avuto nemmeno i soldi per il biglietto per il paradiso di felicità che ci eravamo immaginati. Pazienza.
Magari si tratta di qualcosa di meno macroscopico. Abbiamo perso il treno per una socialità serena, per degli amici di successo, per delle amiche belle e splendide. Persone senza problemi. Sì, lo so, una sciocchezza. Stavamo guardando gli orari dei treni e loro intanto continuavano a passare.
C'è gente là fuori che se ha ansie, o problemi, o solitudini, non solo non lo da a vedere, ma non se ne accorge nemmeno. Praticamente come non averli - ed è ora che prendiamo in considerazione l'idea che la gente, là fuori, non abbia nessuno dei nostri problemi, dubbi, insicurezze.
Siamo belli così, per carità, non c'è niente da dire.
Cazzo, non farei nemmeno a cambio con certi personaggi, perfettamente integrati, e insopportabilmente banali, noiosi, piatti, insensibili.

No, a me in fondo in fondo piace essere come sono. E non vorrei amici diversi per nulla al mondo, ma...
... Ma è meglio che ti avvisi di un risvolto di questa equazione. Potrebbe non piacerti, magari lo sai già, ma puoi sederti se preferisci.
Se sei qui, se sei uno dei miei amici, qui, o nella vita reale, allora è probabile che anche tu abbia perso qualche treno di troppo. E se è così allora c'è poco da fare, le persone con cui andrai d'accordo saranno come me e te, anche loro hanno perso troppi treni.

Per tutti noi, con affetto:
http://www.youtube.com/watch?v=T6ijQpWABAI

Taglietto (ma quanto sono morbidoso e tenerillo con questi post? mi mando a lavarmi i denti da solo che mi si sono cariati tutti)



permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/9/2013 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
29 agosto 2013
Shivering Spine of Shiva
Se prima di qualunque scelta ogni cosa è possibile, ancorché irrealizzata, dopo aver preso ogni decisione, ed averne sentito il peso insopportabile, l'unico modo per recuperare l'energia potenziale primigenia è di distruggere tutto quanto: così diventa di nuovo possibile fare ogni scelta.
Questo era l'anello che mancava alla logica della devastazione e del conflitto.
Avere di nuovo l'onnipotenza, la speranza, il piacere di ricominciare in un mondo nuovo di possibilità illimitate.
Sbagliare di nuovo, sbagliare peggio.

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 29/8/2013 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
4 luglio 2013
Paura dei brutti sogni
cosa mi è successo, oltre che è da un sacco di tempo che non scrivo (e qui potrebbe partirvi un post lungo chilometri).
dormo poco, e, perlopiù, di merda. L'altra sera sono andato a dormire, tardissimo, senza cenare (dovevo finire un livello in un gioco. O sono andato al cinema per un film orribile). Alle 6, stanco morto, mi sono svegliato da un incubo davvero sfizioso.
premesse:
- se vedete una pubblicità o una scena di world war Z gli zombie sono parte di una intelligenza collettiva. Malevola, ma collettiva.
- Appena trasferito nella casa nuova (il bel quartiere di cui parlo qualche post più sotto), uno stronzo mi ha intenzionalmente bucato le 4 gomme della macchina (parcheggiata sul mio legittimo posto macchina) con un coltello
- sono paranoico, e, in alcuni momenti, ho timore di andare fuori di testa.
Risultato:
sogno che una folla inferocita sia assiepata fuori da casa mia, scagliando frutti che sembrano cachi vanigliati leggermente crudi (dal colore arancione chiaro e un po' pallido), ma molto 'squagliosi' (morbidi, che si sfracellano con gran spatascio di sughi all'urto contro l'edificio e le finestre).
Ne scagliano talmente tanti contro di me, mossi dall'odio, che la casa e i vetri addirittura tremano.
Poi la folla di vicini di casa inferociti sfonda qualche porta e riesce a irrompere, mi assalta un piccolo manipolo, lotto per raggiungere un coltello, un'arma, riesco a prenderlo e accoltello due assalitori, ma nel frattempo anche gli invasori sono arrivati al cassetto della cucina con le posate, la terza, una donna che assomiglia alla maschera di "atto di forza", mentre la accoltello riesce a tagliarmi ad un polso.
Un taglio verticale, da cui subito su raccoglie il sangue.
A questo punto mi sveglio, leggermente turbato. Quello che fa crescere il turbamento (mentre mangio biscotti come un criceto, divorato più io dalla fame che loro da me), è il timore di essere sul punto di sbroccare. "oh cazzo, è fatta: sono completamente paranoico - in questo stato dovrò rinunciare al lavoro, al consumismo, ai progetti, alle soddisfazioni. Degli stronzi incapaci di trovare le proprie mani (sì, conosco un sacco di psicologhe e di assistenti sociali - salvo piuttosto alcuni modesti operatori sociali) decideranno per me, mi accudiranno e prenderanno tutte le responsabilità e tutte le soddisfazioni dalla mia vita". Scusate se un pensiero del genere mi ha spaventato per tutto il giorno.
Alla fine la sensazione si è andata attenuando, ma è rimasta l'impressione iniziale, per cui le mie "maschere" (il significato della parola 'persona', lo sapevate?), quindi, le mie persone, o personalità, o medium di interazione con gli altri esseri umani, o educazione, fossero tutto quello che mi tratteneva dall'andare completamente a male.
Ho pensato a una idea per un racconto quindi (e se cadesse nel fango e ci crescesse qualcosa mi farebbe pure piacere).
Un miliardario, pazzo, o comunque malato, misantropo, incapace di interazioni con il mondo, è consigliato dalla sua squadra di manager, maggiordomi, assistenti, ognuno dei quali cura un aspetto della sua persona pubblica. Il miliardario inizia ad avere problemi (mentali? di salute? boh), e le sue persone lo consigliano, lo manipolano.
Cosa succederebbe però non lo so. Mi basta per ora levarmi di dosso il dubbio di essere sull'orlo del ricovero.

Ah, un'altra cosa: ho avuto poco fa un piccolo risveglio: sono tornato a ruminarmi una sensazione. Ovvero: ho avuto una tensione (ok, eccola: ero in fiera a monaco e avevo davanti una ragazza schifosamente bella) e, a distanza di ore, me la sono ruminata, ci ho ripensato, ho risentito la sensazione e l'ho interpretata, ho interpretato la situazione e ho pensato a quale interpretazione mi avrebbe permesso di non andare nel panico (per così poco? ma dovevate vederla!).
Sul momento mi è sembrata una grande scoperta, come ricominciare a sentire me stesso, come ritrovarmi dopo anni di silenzio... e in effetti questa era la mia vita fino ai 22 anni. Ne sono però passati un bel po'.
Poi un po' ho coltivato il ritorno di fiamma, un po' mi sono spaventato: e se avessi ricominciato come a 22 anni a farmi seghe mentali anche durante l'azione, senza reagire se non dentro la mia testa e con ore di ritardo?
Così ho un po' mollato

Ho iniziato tai chi, e la prima lezione non è andata male, meditazione, concentrazione sul vuoto interiore, bla blabla.
Alla seconda lezione ero più stanco e, oh, mi sono annoiato a MORTE: ho anche iniziato a incazzarmi per come il maestro (vecchio italiano magro come un grissino) non insegni un bel nulla...

bon, quindi siamo al diario puro, sono stanco e vado a dormire quasi presto per una volta.
buonanotte, stronzi (perchè la stanchezza mi mette di cattivo umore e mi rende nervoso)

Andraglio (raglio?)

PS: Amici udinesi, quando ci vediamo? è da un paio di settimane che vi penso.



permalink | inviato da AndreaTaglio il 4/7/2013 alle 21:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 maggio 2013
Il mio quartiere
Vivo in città. Mi sono trasferito nello stesso quartiere in cui sono nato.
C'è smog, e inquinamento, ma in primavera si sente l'odore dell'erba bagnata, del temporale, della tempesta.
Poi, all'improvviso, profumo di fiori appena sbocciati. Di abbracci, di affetti presenti.
Il mio quartiere risuona tutto l'anno di scrosci di pioggia e di echi di amicizie.
Certi tuoni esplodono vicinissimi.
La luce dei lampi illumina sentimenti contrastanti.

Dopo la pioggia, l'orizzonte è ancora più nero di nuvole, contro le case bianche.
Profumo di terra bagnata.



permalink | inviato da AndreaTaglio il 20/5/2013 alle 17:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
3 maggio 2013
Scavare
scavare è una attività faticosa.
Richiede tempo, una pala, del terreno sedimentato, che non sia roccioso, e, possibilmente, una mappa di dove sono nascosti forzieri ricolmi di.
Oro. Gioielli. Gemme preziose. Diamanti. Un cuore.

Nella mia narrativa personale dico a me stesso di avere viaggiato più di tutti quelli che ho conosciuto, perché sono stato tante persone diverse. Vedere lo stesso posto e le stesse persone con mille occhi nuovi significa viaggiare molto più di chi si porta il suo striminzito paio di occhi in giro per il mondo.
Ho fatto cose discutibili, ma ne ho fatte anche di meravigliose.
Ho scoperto oro, gioielli, diamanti. Filoni sotterranei di verità che avrei voluto condividere, perché mi avevano condotto al cuore delle cose.
Sia chiaro, nessun dolore mi è stato risparmiato, ma vi sfido a dire che a voi sia andata meglio.

ieri stavo riflettendo su questi tesori, ed è stato come se il mio forziere, aperto dopo tanto tempo, fosse pieno solo di sassi.
Con la terra ricca e nera almeno ci puoi coltivare i pomodori.
Io? ... sassi...

Tutte le mie scoperte, tutti i doni che avrei voluto condividere con voi devono ancora essere estratti dalla dura terra, trovati nei filoni, fusi nei crogioli, incastonati nelle parole

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 3/5/2013 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
13 febbraio 2013
Cantare "Giugno '73"
è un punto di vista, un modo di intendere la vita, il futuro, l'amore. E, perchè no?, la realtà.
Potrebbero essere i sintomi della pazzia, la schizofrenia, apofenia. Vedere cose che non solo gli altri non vedono, ma che non esistono proprio.
Ecco, mi mancano queste cose. E mi manca avere attorno persone che vedono e sentono cose diverse.
No, non sto parlando di sciroccati hippie animalisti mariuanomani radicalchic affetti da un buonismo stucchevole. No, di questi ne ho anche troppi tra gli amici di FB e darei fuoco ai loro gatti di merda ogni volta che leggo un loro post, mi mangerei i cuori dei loro cagnolini solo per poi cagare sulla loro pasta madre e sui loro prodotti bio-vegani.

Sto parlando di misticismo, di estasi, di ridere della grande metafora che può essere la vita, quindi di un punto di vista cosciente e narrativo. Ne sento il bisogno.

vi racconto un caso: avete presente quel koan buddhista? quello che chiede "qual è il rumore di un albero che cade nella foresta, se nessuno lo ascolta?". Ecco, pensateci su, meditateci qualche ora e poi non datemi la vostra risposta, non mi importa, ma scrivetemi una email privata e ditemi di cosa parla.
I sostenitori dell'interpretazione botanico/sonora verranno ovviamente derisi e pisciati in bocca pubblicamente.
Non dico che per me sia stata una cazzata capire il senso della domanda, o di esserci arrivato subito, ma è stata una folgorazione, un piccolo 'satori'. (Non vi dirò altro, è giusto che chi ci deve arrivare ci arrivi per conto suo: è più divertente!).
Ecco, vorrei frequentare qualcuno che almeno ci creda che esiste un modo di pensare diverso dal normale.
In particolare vorrei frequentare una ragazza così, una che possa crescere con me e salvarmi dalla noia così come io cercherei di salvare lei.

È una questione di presunzione, di arroganza, di elitarismo e solitudine (temi tutto sommato ricorrenti), ma ... si sta parlando anche del resto della mia vita (che spero sinceramente non sia poca cosa). Se doveste mangiare un solo alimento per il resto dei vostri giorni, preferireste pasta al sugo o pizza capricciosa?
Io pizza, senza dubbio, ma la vera domanda per decidere la mia vita è se mangiare pasta al sugo o rischiare la fame.
E la sete.

Andrea (che non taglia più, mi si è smussata la lama)

PS: se vi state chiedendo il perchè del titolo correte a riascoltarvi una delle canzoni di De Andrè più gonfie di spocchia. E' quasi imbarazzante, e io mi ci sono trovato in mezzo...



permalink | inviato da AndreaTaglio il 13/2/2013 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
29 gennaio 2013
Oh, good Lord. (Un dannato sermone)
Sì, dico a te, o donna che cammini a gattoni nel pascolo del Signore, e che ancora non sai nemmeno cosa significhi.
Sì, a te, scialbetta sghignazzante. E il tuo riso vacuo eccheggia come un latrato, nelle sale delle mie orecchie sorde.
Cosa c'è? Credi forse che avere il ventre piatto e due seni prosperi ti rendano brillante? AH! Bestemmiatrice! Perchè solo Lui prospera in ogni cosa, mentre i tuoi lombi sculettanti si appiattiranno con l'inverno, si gonfieranno con la primavera, saranno ruvidi di cellulite d'estate e freddi e tracciati insieme all'autunno.
Credi che il tuo sorriso valga più delle ragioni che lo provocano?
Credi che il mio sia un gioco divertente?
Tu vuoi darmi a intendere che Colui che morde la moneta d'oro per saggiarne la purezza non ti sputerebbe come una bacca acerba, ma oh, no!
Oh se ti sbagli!

Ah, sì!, Io stesso, per lunghi anni, brutto come sono, il mio volto deformato e tumefatto dal Suo giusto infierire, avrei creduto a ogni tua parola per compiacerti. 
Avrei scambiato il tuo bel visino, con i tuoi grandi occhioni profondi e ebeti con tutto il gelo della mia solitudine.
Tu ancora non capisci, ma quello che ti stai domandano è come sia possibile, che un perdente, consumato come sono dal Suo disprezzo, non implori come una benedizione persino i favori della più brutta tra voi donne, persino della truce barbuta, che arranca famelica in cerca di un pezzo d'uomo per soddisfare i propri bisogni.
Oh, Lui sa quanto tu avesti ragione.
Quanto io abbia pregato e supplicato, e riso di risa stolte come le tue, senza mai ottenere nulla.
Ah! Quante donne bellissime hanno sfogliato i petali della rosa che fu il mio cuore, e ognuna ha staccato un petalo, e l'ha nascosto sotto la propria lingua.
E quando non ci furono più petali di rosa da offrire. Quando anche le spine appassirono, allora Egli mi mostrò il deserto che è il Suo cuore - e il silenzio che io capii. E non potei non capire.

Tutta la tua bellezza. Ai Suoi occhi tutta la tua grazia non è che un segnale di fecondità. Altro non Gli chiedesti che di essere ben lubrificata, e che le tue labbra fossero morbide e accoglienti, e attirassero molti uomini.
Ma in verità ti dico, che se ti riprodurrai la tua progenie non sarà migliore di quella della tua sorella più sgraziata. La tua bellezza non sarà sinonimo di maggiore salute, né di maggiore forza.
E Lui non chiede altro che forza e salute per accettare il sacrificio delle nostre vite - E allora perché dovrei affannarmi e sedurti per non avere altro da te che una macchina per fottere, ed essere fottuto a mia volta?
Come potrei, come? Ignorare la verità in favore della menzogna, ora?
Vorrò ancora congiungere il mio seme con il tuo, ma mai più avrò piaggerie e inchini per le tue pari, perché voi non sapete cosa sia essere lacerati dal Suo sapere, e la vostra pelle morbida e liscia non è che un mantello per delle ossa come tante.
E nel Suo nome ti dico, che dovrai faticare per avere il mio amore e il mio affetto: perché se nel tuo piccolo torace non c'è nessun cuore, e al suo posto c'è un piccolo spazio, il mio vuoto invece è vasto come il Suo deserto, e riempito della Sua sabbia, e le tue grida di aiuto andranno perdute, e il tuo nome scordato.

Amen.

Taglio.





permalink | inviato da AndreaTaglio il 29/1/2013 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 dicembre 2012
Buonsenso
Voglio scrivere, ma ho paura.
Sto procrastinando, trovando scuse per rimandare, per non mettermi in gioco, per non pensare.
Questo non è un periodo di riposo, è una fuga a perdifiato in gallerie dove la luce del mio cervello non mi possa raggiungere.
Non posso dire di stare male, a parte la stanchezza dovuta alla privazione del sonno (sistematica, recidiva, diabolica), anzi, sono rilassato, non ho problemi con nessuno, voglio bene a tutti. Persino le colleghe paiono meno stronze  - dev'essere una specie di segnale cosmico.
Negativo, molto negativo.

Non esco molto dalla mia stanza e la mia vita sociale è al minimo, come il gas che si accende sotto alla caffettiera. Il bollore deve arrivare lentamente e filtrare attraverso tutto il tempo in cui mi sono negato. Adesso nessuno mi cerca quasi più e mi va comunque bene: non avrei nulla da dire e soprattutto non ho voglia di farmi annoiare o innervosire.

Ricapitoliamo: l'attenzione degli altri è energia.
I prossimi passi per risalire sarà riflettere sulle affinità con gli altri e trovare qualcuno che attiri la mia attenzione, in modo da trovare qualcosa di interessante da ascoltare e su cui riflettere, in modo da dire a mia volta qualcosa di interessante, poi investire energia per attirare l'attenzione degli altri per avere l'energia per produrre qualcosa, spero qualcosa di buono, e poi sparire di nuovo nell'ombra dove nemmeno io posso trovarmi.
Ho l'impressione che sia un circuito ciclico.

Ma torniamo al buonsenso: è inverno, le ombre sono ovunque più lunghe; è più difficile riscaldarsi al sole.
Vado a dormire per questa sera.

AndreamiTagliereileditaperquestirigurgitichescrivo



permalink | inviato da AndreaTaglio il 20/12/2012 alle 23:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
24 novembre 2012
Black Leclere
Nei racconti ci vanno emozioni, cazzo. Chiedetelo a Marco Paolini e a Jack London. Mica cagate.

E poi siamo quello che facciamo, ma non mi sono ricordato di chiedere se valgono le riserve.

Nel silenzio non ne sono più tanto sicuro, ma una volta ho avuto delle cose da dire, pensieri cinici e orribili. Cose che se fossero state dette avrebbero fatto di me una persona pulita e onesta, e orribile e sconcertante e sola. Queste cose ho deciso che devo tenermele per me, che la mia vita è in privato, che stare in solitudine in compagnia è un piacere oscuro a cui non rinuncerò facilmente.
Eppure lo scrivo qui, in cerca di un pubblico.
Chissà, magari è solo una riflessione ad alta voce.




permalink | inviato da AndreaTaglio il 24/11/2012 alle 2:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
22 ottobre 2012
Che ve lo dico a fare?
e visto che mi pare la serata adatta, un po' scazzata, trascinata da amici (amiche) grafomani (grafomani) potrei giusto scrivere a ruota libera (senza rileggere o aggiustare).
ho giusto un paio di pensieri in sospeso, non elaborati con anima viva e non abbastanza importanti.

Intanto la disdicevole scoperta, poi effettivamente confermata in una chiacchierata (contraddittorio? sì), che il mondo è pieno di "galline" (testuale degli amici). Il maschile, al contrario di quello che potrebbe sembrare, non è 'galli', ma "schizzetti" (nomenclatura personale).
Io ho avuto dubbi a lungo, doveva esserci qualcosa sotto ai silenzi, alle chiacchierate vuote. E invece non c'è niente, ogni valore è lasciato implicito, non viene mai discusso o esaminato.
Le cose stanno così come stanno e via di tautologie inutili come questa.
Ma se non correggo vado fuori tema, il tema non è quanto io sia diverso e superiore al resto del mondo, ma proprio il contrario: perché io alla fine sono lo sfigato? È questione di educazione da piccoli e non possiamo uscire dal nostro passato? (altri anni di recitazione e giochi di ruolo nel cesso. Sciaquone.) Se riflettere su se stessi è COSI', dannatamente inutile alla prova dei fatti, come si può vivere senza morire di noia?
Io non posso parlare solo di come fare le cose! (procedure. procedureprocedureprocedureprocedure e basta!). Burocrazia e dove andare a farsi le unghie e da che cuciniere andare a prendere la cucina: ma si può ampliare il respiro? Io mi sono sempre chiesto cosa fare e perchè, e ho sbagliato tutto. e rosico.
E ancora, elenchi di azioni compiute, come fossero elenchi del telefono recitati con l'orgoglio di chi sa a che lettera è arrivato, e, un po' tronfio per questo successo, attacca con il cognome successivo.
E parlare delle ragioni? e delle persone? e delle dinamiche che hanno portato a queste azioni, a questi cognomi?
no, solo io con i miei amichetti (a volte un po' sfigati pure loro) ci facciamo queste dannose pippe mentali.
Intendiamoci, non sono contro gli elenchi e lo spiegone delle procedure - servono, 'fanno fondo' prima di una sbronza in compagnia - quello che mi ammazza è l'assenza di varietà, l'incapacità di concepire un meta-discorso, di parlare DEL parlare. e quindi di riflettere (sennò che senso avrebbe 'sta parola? la userebbero solo gli specchi).

bene, e questa è la prima sfogata elitaristica-solitaria. Adesso posso ammorbarvi con i miei elenchi di pippe mentali, azzeccate tra una partita e l'altra con i giochini per il computer (pronuncia com-PIU'-ter).
Stasera sono andato a wingtchunwaattaaaa, ma è stato strano e sgradevole.
Ero stanco e non avevo voglia, mi sono un po' forzato, la mia autostima ne ha risentito perchè le ho negato il dolcetto come a un bambino viziato. Fatto sta che ho fatto una lezione pessima, sbagliando un sacco (altra bordata all'autostima, ma fa bene perché è con l'umiltà che aumenta la predisposizione a imparare e tacere - potrebbe farmi bene), e adesso, al ritorno, c'ho pure una mezza malinconia, questa sensazione pervasiva di essere una merdina (io sono una merdina - "check!"), di avere sbagliato tutto nella vita (ho sbagliato tutto nella vita - "check!"), eccetera eccetera.

Anche adesso che sono al fondo di questo post mi sento vulnerabile: qualche lettore arriverà rapace a criticarmi, sganciando flame a cui io non potrò rispondere perchè troppo stupido, o stanco, o disinteressato - e darò l'impressione (socialmente accettata) di essere un orribile loser.
E oggi ho pure preso gli amminoacidi che dovrebbero dare una stabilizzata alle energie e all'umore nei cambi di stagione (sargenor, come quando avevo 12 anni e i miei me lo rifilavano di prassi)

mah, che stramba condizione - e poi qualcuno si stupisce che io accetti i cambiamenti di buon grado - vulesse vedè a vvoi, co 'sta capa chetteng'

Tagliereste



permalink | inviato da AndreaTaglio il 22/10/2012 alle 22:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
9 ottobre 2012
Autunno bombarolo
Stasera pensavo pensieri che forse si possono estendere a tutti.
Vivere in società è indispensabile se siamo animali sociali, eppure è anche la fonte di molte tensioni ("l'inferno sono gli altri" cit. di non mi ricordo chi).
Indipendentemente da chi ci circonda però non c'è un momento in cui smettiamo di essere bombe a orologeria: ci sono solo momenti e attività che ci disinnescano un po' meglio. Finché durano magari sono i momenti in cui tutto va bene.
Per me sono paradossalmente i momenti in cui di più sono pronto per la deflagrazione.
Adoro l'odore di tritolo nei mesi d'autunno...


più diaristicamente: sto procedendo con delle microesplosioni controllate e infinitamente liberatorie. Dai campi vuoti della mia vita costruirò qualcosa d'altro.
A presto

Taglio De Andre



permalink | inviato da AndreaTaglio il 9/10/2012 alle 0:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 agosto 2012
Del mio passato misterioso
A quattro anni, forse prima, impadronitomi dell'arduo compito di infilare in riga le lettere dell'alfabeto e dell'ancora più ingrato compito di azzaccare sequenze di parole, ho scoperto di poter usare queste due abilità per ironizzare. Attività che, non avendo paragoni esatti, ho sempre cercato di applicare su me stesso e, incidentalmente, sul mondo che mi circonda.

Ironia dopo ironia, tra sopracciglia inarcate e sghignazzate piuttosto liberatorie, sono cresciuto nutrito a pane e quark, De Andrè e lego. L'ironia era sempre mia compagna di viaggio. Ancora oggi, guardandomi indietro, vedo sulla sabbia delle impronte accanto alle mie, e dove c'è una sola serie di impronte, era perchè stavo di merda, e l'ironia stava zoppicando insieme a me.

Ciò detto la mia crescita ampliava i miei orizzonti, e con essi anche gli scopi della mia idiozia: la nuova frontiera sarebbe stata una narrazione sistematica di me stesso, se non fosse che non mi piaceva il protagonista quanto il pubblico - quindi ho dovuto cedere il microfono e la penna e ascoltare come la mia storia veniva narrata da altri. Mancava l'ironia, ma abbondava il sarcasmo.

E annegar m'è salato in questo mare.



permalink | inviato da AndreaTaglio il 4/8/2012 alle 0:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
25 luglio 2012
Dubbio
A momenti ho ancora serie variazioni sulla percezione della mia autostima. Di solito mi rendo conto di essere un loose cannon, carne marcia, pelle sprecata.
Poi, quando proprio sono alla frutta, mi barrico dietro all'illusione di valere qualcosa ("leccatemi i piedi maledetti esseri inferiori!"). Poi però mi passa e ragiono di nuovo, e di nuovo sono indeciso se consegnarmi alle autorità come cavia per gli esperimenti sugli animali.

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 25/7/2012 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 maggio 2012
La mia vita è un frattale
Primavera e la prima giovinezza, stomaco vuoto, un amore passionale, un tradimento, e all'improvviso un gorgo di rabbia e odio contro cui non ho nemmeno lottato. Perché mi piaceva, certo. Potevo quasi sentire in bocca il sapore del sangue.
The Ideal Crash (thanks Vrago) dei deus è stato la colonna sonora di un fallimento nato da un errore, quello di pensare di essere una persona migliore di quella che ero.
Ho imparato molto e fatto a pezzi ogni traccia di idealismo nella mia vita e poi, con calma, ho cominciato a stare timidamente meglio.

Sono passati, quanti? 10? 9 anni? leggete più sotto, c'è stato un momento in cui mi ero infatuato di una deliziosa cervella. Affilata come un rasoio e instabile come un volante che sfarfalla. Hmmmm.
Una storia complicata, stava con un ragazzo che conoscevo da prima (quasi un amico), poi si sono mollati, ci ho provato, lei non ci è stata, ma ha insistito allo sfinimento per non perdere la mia amicizia, si è rimessa col primo moroso e ci si sposerà pure tra pochissimo. Diciamo una settimana.
In 10 anni ho fatto in tempo a consumare il mio orgoglio ferito e non ho quasi più una amica (solo lesbiche o già sposate). Poi se lei era un cervello algido e impermeabile... che cosa dovevo fare? rinunciare al piacere della sua compagnia solo perché non è sentimentalmente agile e non è stata capace di approfondire l'intimità del nostro rapporto? Amen.
Ovvero, amen fino a qualche giorno fa. Prendo un caffè con un amico a cui avevo presentato la pulzella in comune e mi butta lì che lui e lei hanno chiavato felicemente prima ancora che lei si mollasse con il suo futuro maritino. Alla faccia dell'impermeabilità, del Vero Amore Riscaldato e della moralità inattaccabile.
Che imbarazzante ingenuità da parte mia non aspettarmi menzogne e una certa stronzaggine: poco ci manca che la faccio io la figura di quello onesto e idealistico!

Primavera, e una giovinezza un po' pienotta. Diciamo una prima maturità. Stomaco vuoto, storielle tiepidine e un sentimento un po' concitato, un nuovo tradimento e un nuovo album dei deus.
La mia vita è un frattale, una spirale di deja vù di giramenti di coglioni.
E mi piace che girino. La mia ultima amicizia femminile (che non sia lesbica o maritata ad un amico. ciao Fefe.) è appena uscita dalla mia vita senza nemmeno saperlo, e penso che la gelosia, o l'invidia, siano solo dei meccanismi evolutivi molto comodi: se non perdo tempo uscendo con lei faccio spazio per nuove conoscenze e nuove ragazze, libere, più interessate al sottoscritto che allo "stronzo della situazione" (come si è autodefinito l'amico pucciatore di biscotto).
Che posso dire? che posso imparare?
Solo che degli ideali mi si sono incrostati in testa senza che me ne accorgessi (falso, me ne sono accorto e non ho fatto nulla). Non importa: sono anche io uno "stronzo della situazione".
Non lo siamo forse tutti?

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 14/5/2012 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
4 aprile 2012
Circolareludercircolare
A volte, come oggi, sono preso dallo sconforto.
Mi ripugnano tutti, vorrei starmene da solo, cancellare gli amici, scordare le ragazze, sparire nello sfondo, perché sono deluso.
Tutti mi deludono. Immensamente.
Degli amici in questi momenti di 'riflessione' (ma potete leggere 'tristezza' o 'malinconia' o 'depressione', prima che diventasse un gravissimo termine clinico) nessuno sembra interessato o neppure capace di scalfire il distacco granitico, eppure sottilissimo, che ho creato tra queste mie mancanze emozionali e il normale comportamento estraneo.
Delle ragazze ho l'impressione, quantomai fondata, che nessuna mi ami, mi cerchi, mi consoli come avrei sempre desiderato.
Così me ne resto da solo perché nessuno fa quel gesto di altruismo spassionato nei miei confronti, e quindi mi chiedo che senso abbia intrattenere rapporti con gente che, tutto sommato, è egoista ed egocentrica. Esattamente come lo sono io. Come lo sono io nei confronti di tutti loro.
Me ne frego. Li tengo a distanza. Non sono generoso e detesto mi venga chiesto qualcosa che non mi ponga al centro del mondo.
Vorrei staccarmi da chi, come me, non mi sa amare. E mi viene il dubbio che ciò che desidero realmente è staccarmi da me stesso, dalla mia vita, da quello che sono diventato.
Dall'età adulta e dalle responsabilità, dalle scelte, dal cinismo, dalla serietà, dalla mediocrità e dal fallimento, dalla regolarità e dalle persone che ti tengono a distanza, fuori dalla loro vita, fuori dai loro pensieri. Fuori da me.

Dove non è detto che ci sia un mondo migliore, solo più sconosciuto.

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 4/4/2012 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 gennaio 2012
Retorica (ovvero, del Sole e degli Spot)

Dalle persone grigie non ci si aspettano mai grandi intuizioni. Persino quando le pronunciano davvero sono annacquate da quel loro modo di fare, apatico e remissivo, che toglie smalto anche alle più brillanti verità rivelate.

Mauro è un trentenne grigio, con un lavoro grigio e una vita grigia, che sennò non sarebbe stato chi era. Eppure aveva come tutti un mondo interiore a colori, ravvivato da fantasie e pensieri segreti, complicato da labirinti mentali che gli piaceva condividere con le ragazze e gli amici. Degli enigmi senza soluzione, montati apposta, per il piacere di giocare insieme con le parole.

Uscendo di casa per andare al lavoro stava proprio riflettendo sulle sue relazioni. Aveva avuto qualche ragazza nella propria vita, e molti amici, come tutti quelli che sono costretti a cambiarli spesso. Alcuni si erano allontanati, stufi del grigiore di Mauro, alla ricerca di cavalieri con armature più bianche e valori più puri; da altri si era allontanato lui, perché gli arcobaleni hanno bisogno di essere nutriti, per resistere al grigiore della sua quotidianità.

Rifletteva che da piccolo dava alle persone dei valori assoluti. L'amicizia era per sempre. L'amore sarebbe stato amore per tutta la vita. Più forte del diamante che resiste ai millenni, cristallino e trasparente. E invece no. Ci vuole una testardaggine al limite della protervia per negare l'evidenza: la realtà è mutevole, i legami sociali valgono per quanto li facciamo valere, finché li facciamo valere.

Rendersene conto era stata per lui una questione di maturità, di crescita e accettazione del distacco e del lutto. Eppure... eppure si sentiva a disagio nel fare quelle constatazioni, come se fossero dettate più dal cinismo che dalla speranza. In fondo aspirava ancora all'assoluto che sognava da bambino, ma come dargli un posto? Come spiegarlo a se stesso e raccontarlo agli altri?

Gli venne in mente allora che tutti gli amici e gli amori perduti avevano avuto per lui il valore degli spot televisivi in opposizione ad un bel film, ad un capolavoro del cinema, trasmesso su un canale senzapubblicità.

Nella fredda mattina d’inverno si crogiolò nel calore della metafora appena trovata. Poi arrivò al lavoro e dovette accantonare il pensiero per un po’.

Lo riprese durante la pausa pranzo. Gli piacque ancora, tanto che l’intuizione prese voce, e si trasformò in parole. "Che fine hanno fatto i capolavori che mi aspettavo dalla mia vita? Quali sono quelli della vostra? Quanta pubblicità avete visto finora? Bisogna credere nella pubblicità?" si domandava retoricamente bevendo il caffè. Nel fine settimana ne avrebbe parlato agli amici, e se fosse riuscito a spiegarsi nel modo giusto avrebbero potuto condividere qualcosa di più della solita birra.

Non vedeva l’ora, e dedicò altri tempi morti delle sue giornate per organizzare il pensiero, a infiocchettarlo in modo da spiegarlo bene, come avrebbe fatto con un piccolo regalo. Se qualcuno avesse dato delle risposte a cui lui non aveva ancora pensato, allora tutti i colori dei suoi arcobaleni ne sarebbero stati ravvivati, anche se la sua vita sarebbe rimasta grigia come sempre.

Al pub, attorno al tavolo, ognuno raccontò e scherzò sugli avvenimenti della settimana. Nessun evento è casuale, e anche dalle piccole cose si possono trarre riflessioni importanti e battute divertenti. Mauro aspettava il momento giusto per fare le domande che gli giravano in testa, ma non parlò più, nemmeno quando gli argomenti si furono esauriti. Alice aveva citato un pensiero sentito alla radio, di come il Sole fosse solo una stella tra tante, scialba rispetto alle supernove, minuscola rispetto alle giganti rosse, sperduta in un ramo minore dell’Universo. Eppure era il loro Sole, e tutta l’umanità della storia l’aveva esaltato e glorificato, solo perché era più vicino di tutte le altre stelle, e senza il suo calore non ci sarebbe nemmeno stata vita sulla terra; figurarsi l’umanità e tutta la sua riverenza. E i miei film capolavori, aggiunse Mauro tra sé e sé.

Il pensiero di Alice era una constatazione giocosa, e la conversazione si mosse presto in altre direzioni, ma Mauro per tutta la sera non fece altro che confrontarla con le domande che si era posto durante la settimana. Cosa significava per lui quella metafora sulla vicinanza e il calore delle stelle? La relatività era applicabile alla cinematografia e agli spot pubblicitari? Oppure quei due giochi di parole erano incompatibili, come cercare di incastrare insieme i pezzi di due puzzle distinti?

Avrebbe voluto spiegare la strana irrequietudine che gli causava quell’accostamento, ma gli altri non sarebbero riusciti a capire di cosa parlava, se lui stesso non fosse riuscito a definirla. Se l’avesse espressa così come la sentiva, confusamente, il suo modo di fare, grigio e un po’ remissivo, avrebbe soffocato l’interesse prima ancora di finire la frase. Era come quando un seme viene piantato troppo in profondità nella terra, e il germoglio della piantina non riesce a raggiungere la superficie e il Sole.




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/1/2012 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 luglio 2011
Il delitto di una fotografia
Ho 32 anni. in questo momento.
Ho 32 anni, un buon lavoro e una ragazza. Sì, beh, stiamo insieme, ma non è la donna dei miei sogni. Spero di non essere l'uomo dei suoi. Sono sempre stato sfigato con le ragazze. Non ci ho mai saputo fare.
Sono stato imbranato, brutale, macchiavellico, ma non ho mai avuto fortuna. Appunto.
Mi piace andare al cinema da solo, mi piacciono i film flashosi anche se mi atteggio a cinefilo. Non sono un cinofilo, non credetemi se dico il contrario.
Mia madre è una persona eccezionale. Dannazione a lei: mi ha trasformato nell'italiano stereotipico ("mamma mia!").
Amo parlare dei problemi della vita, dei pensieri e delle emozioni, trovarmi con altre persone a parlare di qualcosa che mi permetta di uscire da me stesso e condividere qualcosa di più grande.
Non fumo. Non fumo mariuana. Non mi drogo. Bevo poco e cerco di evitare anche il caffè. Detesto essere dipendente da sostanze ed ho un rapporto perverso con i periodi di disintossicazione. Li soffro ma li cerco. Detesto che qualcuno sia dipendete da me se non è amore.
Sto cominciando a vivere delle glorie passate.
Sono stagionale, come le piantine. D'estate c'è la luce? Mi attivo, faccio cose, sono ottimista e carico di autostima. D'inverno non ho luce? Vegeto a malapena. Mi letargizzo. Mi spengo e anche l'autostima precipita in depressione.
Mi piace la musica rock indie e alcuni cantautori italiani (naaa. in pratica solo de Andrè, ma ho riscoperto Battisti). Non mi piace vestirmi alla moda. Mi scordo delle date importanti (compleanni, anniversari, menate simili). Mi stanno emeritamente sul cazzo le trasmissioni televisive ad alto tasso emotivo (i GF, maria de filippi, le manipolazioni, le telenovelas. I teletubbies per adulti in pratica).
Sono disordinato; ho standard igienici di coabitazioni piuttosto bassi, ma una buona organizzazione può migliorarli.
Voglio parlare di vita reale e di seghe mentali, quella di cui accennavo prima.
Ho fatto un cumulo di stronzate. Ho rimpianti per un sacco di persone che ho perduto o allontanato. La mia nostalgia è solo mia, ma capisco che per gli altri sia il momento migliore per sbeffeggiarmi.
Sono uno stronzo, lo so. Non posso impedire che mi giudichiate, ma siate clementi per favore, perché sono già stato spezzato più volte, e non ho molto altro da ricostruire di me.
Ho fatto tante cose ed ho avuto molte passioni. Arti marziali teatro religioni fantascienza misticismo giochi di ruolo cinema retorica comunicazione. Ultimamente trovo consolazione nella scrittura. La mia unica amante ricorrente.
Sono fondamentalmente solo. Come tutti; non di più. Vorrei sapere come vi giudicate da voi, e se potete assolvermi e io posso assolvervi. E se possiamo assolverci a vicenda venite da me, perché non c'è altro che possa placare questa sete.



permalink | inviato da AndreaTaglio il 21/7/2011 alle 23:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 aprile 2011
Parole usate di seconda mano
Forse ci sono arcobaleni che i miei occhi non vedono, e altri occhi e mille vite differenti, che non posso nemmeno immaginare.
Sento il calore delle ghiande che diventano querce, forse le radici affondano nel sole?
Fischietto un motivetto comune, sorrido storto e passo avanti un'altra stagione,
ma un giardino di rovi è rigoglioso di diamanti neri

Andrea



permalink | inviato da AndreaTaglio il 20/4/2011 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 aprile 2011
destrutturazione neoesoteristica
sto facendo un corso di PNL. bello, ma scordatevi le sane e sacrosante radici comportamentiste che negavano l'esistenza dell'inconscio.
ah, bei tempi andati per sempre di coerenza sistemica...
invece si trattano temi quasi esoterici, e la cosa non solo non mi dispiace, mi affascina e stuzzica tutta la mia passione entomologica e tassonomica. Peccato che sia guarito dal principio di schizofrenia perchè avrebbe potuto tornarmi molto utile...

non è che ci godo particolarmente a parlare di me stesso. e solo di me stesso... è che non so e non posso parlare d'altro.
sono diventato il centro caldo del mio universo, una cosa molto fight club - pre-fight-club; ma per fortuna non ho nessuna intenzione di mettermi a fare a botte. in particolare non ci tengo a farmi menare, non ho più l'ansia autodistruttiva post-adolescenziale, non ho più bisogno del dolore fisico per scaricare le tensioni e ristabilire i miei confini.
ho bisogno però di lasciarmi andare. di essere qualcun altro, chiunque altro.
non sono mai stato nessuno, e ho sempre avuto il dono di poter essere chiunque, il re ed il mendicante (più il mendicante all'inizio, ma da quando sono re faccio fatica a smettere, è più piacevole, è vischioso come ogni ruolo), il buono ed il cattivo, il fedele ed il traditore.
forse mi basterà esercitarmi, ho le tecniche giuste... se imito gli altri a sufficienza prima o poi potrò capirli meglio, sarò come loro e vedrò il mondo con i loro occhi invece che pensarlo dentro la mia testa come potrebbe essere attraverso i loro occhi.

ovviamente la mia razionalità SA che è impossibile, ma non parlo di telepatia o lettura del pensiero, solo di empatia, provare qualcosa di simile a quello che prova l'interlocutore, senza pretesa di esattezza, solo di approssimazione.

questa potrebbe essere la nuova via, ma è da percorrere con cautela: non sono più uno studente sfaccendato ed ho i miei interessi da difendere con i denti... e già adesso non lo faccio abbastanza bene, mi lascio distrarre eccetera.
dovrei essere dovrei fare dovrei diventare vorrei cambiare - stop. fai un po' come cazzo ti pare. ""do what thou wilst" should be the whole of the law", se i miei comandamenti sembrano tanto coglioni non dovrebbe essere una sorpresa che almeno sono in buona compagnia (praticamente la summa del pensiero di aleister crowley).

è possibile che il mio 'inconscio' (se esiste) sia stato soffocato dalla mia razionalità cosciente? può essere che io sia una persona smezzata? oppure una attenta e serena analiticità può supplire ad una comunicazione mistica? può la semplice attenzione ai piccoli segnali involontari o quasi di tutti i giorni sostituirsi alle pratiche semi-magiche ed esoteriche di contatto con distanti alieni all'interno del nostro corpo?
su, parliamone.

altra questione: lavoro.
altra questione: donne. argomento sugoso.
lasciamolo in sospeso a decantare per un po'...



permalink | inviato da AndreaTaglio il 16/4/2011 alle 0:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 dicembre 2010
del volere e non potere
praticamente ormai vengo qui solo per raccontare l'intimo che non posso raccontare altrove.
scriverei tutto su facebook se milioni di occhi indiscreti non spiassero.
non che mi freghi qualcosa dei milioni, ovviamente sono interessato ad un solo paio di occhi.
Mi sto involontariamente e faticosamente convincendo erroneamente che volere e volere e volere sia sufficiente per realizzare qualcosa, così mi convinco che una ragazza carina e intelligentissima, che mi considera un amico, possa essere quella 'giusta'.
quella giusta si riconosce al mattino dopo, lo so. Al mattino dopo di trent'anni di convivenza, non mentre lei ti considera un amico - e lo sa benissimo cosa ne pensi dell'amicizia tra uomo e donna (che siano stronzate, ad esempio).
insomma, ho combinato un grosso casino di nuovo: lei era davvero una ottima amica, intellettuale, buona da farci discorsi seri, di quelli che alimentano l'illusione di essere qualcosa di più di un impiegato con una laurea in soffitta, che ti fanno sentire un po' più intellettuale elitario, che ti mettono in una bolla in cui ci sei solo tu e lei.
si molla con il moroso, ha poche conoscenze, cerca la tua compagnia e ti fa sentire speciale.
ecco, una breve parentesi per far notare che sono finito a parlare di me in seconda persona... mi ricompongo.

dicevo, ci ho provato, perdio se ci ho provato. Con discrezione, ma lanciando messaggi che facevano intendere in maniera inequivocabile un sentimento differente e più profondo dell'amicizia, mentre lei dosava effusioni e fughe in eguale misura.
spiegarmi che aveva risentito il suo ex ed intendeva rimettercisi insieme non le è sembrata una soluzione elegante: no, ha aspettato il parossismo, mi ha forzato ad ammettere i miei sentimenti ed alla fine mi ha pure coperto di merda perché, GUARDACASO, mi sono sentito ferito ed illuso ed ho reagito da stronzo, maltrattandola nonostante il suo essere parte debole, a causa di un periodo difficile (questo lo metto effettivamente in conto, può succedere a tutti di non essere a piombo a volte, avere degli stronzi attorno non aiuta affatto).
Ma cosa avrei dovuto fare?
Smettere subito di lottare, forse, restare ammansito come un unicorno dalla sua virginalità leggermente asessuata (intesa come mancanza di desiderio nei miei confronti). Ma mettetevi nei miei panni, e ditemi che non avreste lottato fino alla fine per una persona speciale.
E anche quando sarebbe stato il momento di darci un taglio secco, per il bene di entrambi, continuare a sperare in un miracolo, e, soprattutto, non volerla perdere, nemmeno come amica.

adesso sono riuscito a stabilire una pausa di riflessione, ho cominciato a vedermi con un'altra ragazza (mi piace? non mi piace? mi affezionerò? di sicuro, anche se non sarà la stessa cosa è comunque bello essere oggetto di affetto dopo tanto vagare) - e sono al momento di una cuspide decisionale.
posso ammettere l'amicizia tra uomo e donna, sublimare i miei desideri e autocastrarmi, anche se solo per un piccolo aspetto. Ammettere di essermi comportato da stronzo e porre davvero rimedio dandole tutto quello che vuole, anche se io non avrò da lei nulla di quello che voglio.
forse diventare una persona migliore passa anche da qui, dal ricommettere le stesse stronzate che facevo da adolescente, quando ancora non sapevo cosa volessi e cosa significasse.
oppure fare una gara a chi è più egoista e ripagare ogni lacrima con ogni lacrima che posso spremerle. Lei non vuole darmi più dell'amicizia e io non posso darle di meno che negarmi completamente e lasciar avvizzire qualunque sentimento provassi per lei, e lei per me.
questa scelta ha la familiarità di tante altre scelte identiche fatte in precedenza.

è un problema più grande di me, non riesco a comprendere gli estremi delle conseguenze di entrambe le scelte, vorrei sfuggire da questa situazione, trovare un'altra ragazza intellettuale che mi dia le stesse cose che può darmi lei e con cui percorrere una storia diversa da questa.
ad esempio una storia che non contempli nè l'ennesima odiosa amicizia metadonica, nè l'altrettanto odioso freddo distacco ed un vuoto che sarà davvero difficile riempire.

Tagliare o non tagliare?




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/12/2010 alle 23:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 novembre 2010
freaks, weirdos, pussies and virgins
mi faccio strippi nella giusta quantità.
ho chiesto l'aumento, ma ne riparleremo a gennaio dopo il bilancio (bene, almeno posso sperare).
Sta per cominciare il science plus fiction, e, anche quest'anno, andrò carico di aspettative a mangiarmi un po' di ferie, a chiacchierare con un paio di amici ed amiche 'triestini/e' e a trepidare per un film rivelazione. Chissà se ci sarà.

e poi il Fronte Sentimentale (estensione del dominio della lotta).
qui le cose si frammentano.
da un lato la cervella affascinante. Se ne è andata in vacanza e non l'ho più sentita - resto dell'idea che sarebbe molto buona per me anche solo giudicando dalla memoria delle chiacchierate che abbiamo fatto.
è questo che voglio: una persona che possa capirmi, con cui parlare e di cui mi interessino i pensieri, oltre che il corpo, ma diamine, non si è fatta sentire in nessun modo, non mi manderà nemmeno una cartolina (troppo banale) nè mi dedicherà un solo pensiero: magari perchè a lei non gliene frega un cazzo di me.
è possibile conquistare una ragazza? oppure è una balla militaresca inventata da napoleone per compensare le sconfitte sul campo?
e dall'altro lato (all'altro angolo del ring), la ragazza passionale e silenziosa, con cui non c'è traccia di dialogo ma qualche accenno di petting estremo (tipo palpeggiate durante il free climbing o blowjobs durante il bungee jumping). E che è vergine.
sì, non me l'ha ancora detto, ma gira che ti rigira è quello che io sospetto ed i suoi messaggi non confutano questa mia ipotesi.
sono io l'uomo giusto per lei? preferirei rispondere tra un paio di anni, posso?
voglio avere un rapporto sessuale che potrebbe essere doloroso per lei, compensato dalla responsabilità di essere il primo? ora è meglio che risponda con le lettere maiuscole, in modo che sentiate bene: NO.
ma come si può arrivare oggi vergini a 30 anni??? ma non ci sono delle figure apposite nelle scuole o neglio ortori? persino in chiesa qualche pretucchio può risolvere il problema in anticipo - perchè mi capitano tipe bizzarre e quelle che piacciono a me (e non parlo delle ragazze fashion, single, giovani e strafighe e che sanno di esserlo, con cui comunque ci proverei volentieri) sembrano tutte avere qualche problema, o tara, oppure qualche elemento anche importante (baciano male, sono vergini, sono frigorifere, sono squilibrate, troppo calde) che le rende meno attraenti?

forse sto diventando troppo vecchio e selettivo per accettare un'altra persona nella mia vita?
forse devo darmi un calcio in culo e accettare il nuovo ed il diverso?
oppure riascoltarmi "steady as she goes" qui http://www.youtube.com/watch?v=Q7aOWIFgIZQ ?

Taglietto



permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/11/2010 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 ottobre 2010
continuerai a farti scegliere... o, finalmente, sceglierai?
gravissimo ribaltamento della situazione.
per anni sono stato dietro alle ragazze prendendo due di picche su due di picche. Interi mazzi di carte da gioco composti solo da due di picche.
e poi, ultimamente, (certo, non senza sforzo, anzi), in maniera totalmente casuale, mi sono trovato in un buon periodo.
sono sereno con i miei amici, ne ho molti, sul lavoro ho soddisfazioni (no, ancora non mi è arrivato l'aumento che mi merito...), il mio 'progettino imprenditorialino' pur essendo in perdita secca dal punto di vista monetario mi stimola e mi da l'impressione di potercela fare (è una bella idea!) - insomma, in un buon periodo sotto tutti i punti di vista anche con le ragazze sto cominciando a mettere lingue in bocca a destra e sinistra.
il problema è che non sono io a metterle, ma, come al solito nella mia storia, sono le ragazze e prendersi la mia lingua e ciucciarsela (brave).
un fatto di per sè rilevante, ma mai quanto la rivoluzione copernicana che ne consegue: non sono più costretto dalle ristrettezze ad accettare qualunque ragazza che mi raccolga da terra come un sasso: posso scegliere...

la prima a farmi balenare questa rivelazione è stata una tipa che aveva deciso che saremmo stati marito e moglie sposati con rito cattolico per tutta la vita senza nemmeno chiedere il mio parere: una psicologa squilibrata, una di quelle persone che si ficca delle piume d'oca nel culo e pretende per questo di poter insegnare agli altri come si vola.
costei si è presa il primo "bye bye baby", e un posto riservato tra le 5 persone di cui posso parlare incondizionatamente male a cuor leggero: è una testa di cazzo.

è stata una esperienza rinfrancante e nuova: pasturare non è mai stato così soddisfacente e i rapporti con l'altro sesso così gratificanti - solo un neo rovina questa meraviglia: la ragazza il cui cervello mi fa impazzire, quella che mi piace sul serio, mi ha rifiutato, e questo è uno sgradevole ritorno degli schemi passati che mi impedisce di passare allo stato successivo senza esitazioni: uomo felicemente sistemato con una ragazza che gli piace senza riserve, con cui condividere qualcosa più che una limonata o un letto.

al solito non so se continuare a sperare per questo miracolino o accontentarmi degli insperati successi su altri fronti sentimentali ed emozionali.
di certo non c'è da preoccuparsi: le cose vanno bene, e se il mio cuore vorrà cambiare direzione per una volta le alternative non avranno il colore cupo del cielo invernale.
il futuro è imprevedibile, e mai come oggi.
:D

Taj



permalink | inviato da AndreaTaglio il 3/10/2010 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 giugno 2010
wishful thinking e digrignare
sto cominciando ad individuare la fase "rifiuto" (dopo "negazione"). Deve ancora arrivare a piena forza, ma comincio a realizzare che tutte le qualità della d+bdm (vd posts sotto per spiegazione) valgono nulla se non mi vengono date, il caviale più buono del mondo può anche essere merda se non puoi nemmeno assaggiarlo.
...
certo, l'uva che la volpe non mangia è sempre acerba, non importa quanto sia matura - ma io non sto dicendo che è acerba, sto dicendo che è in bocca di qualcun altro.
per quanto ne so io può anche essere di plastica, e l'uva di plastica è inutile. Non mi serve.
quando tutto sarà finito, questa mappatura ed elaborazione del lutto, il rifiuto e l'accettazione, il dolore sordo e il senso bruciante di perdita, lei per me sarà morta - e io non ho molto da dire ai cadaveri.
Qualcosa sta già cambiando o è già cambiato tra di noi. L'ho vista ieri sera e non mi ha attirato come prima - la luce è negli occhi di chi guarda (la pistola è nella mia mano, non nella sua) e oltretutto anche lei guardava il mio amico.
A lui auguro in bocca al lupo, ma se si metteranno insieme credo taglierò i rapporti con entrambi - non sono ancora così evoluto (per l'amico che potrebbe leggere - avremo modo di parlarne, ma questo è purtroppo il mio limite).
ci sto ancora male e ancora vorrei. ... vorrei.

passando ad argomenti più allegri ed adatti ad un sabato sera (adesso).
quello che mi ruga è che sento di essere diventato una persona migliore: ho superato il cinismo, provo empatia, capisco i bisogni ed i desideri degli altri (e, soprattutto, intuisco le loro motivazioni nascoste per quasi ogni azione o argomentazione) prima di scontrarmi con loro, sono ancora titubante in alcune situazioni e magari intimidito o imbarazzato, ma a tratti ho ritrovato il sentiero per lavorare su me stesso, posso dirmi tutto sommato in equilibrio, capisco la realtà senza precipitare in qualche dimensione esterna (outer space) da un momento all'altro. Ho voglia di una famiglia.

Eppure nel giro di questo mese mi sono preso un quantitativo ragguardevole di 2 di picche.
la fun friend olandese vuole, giustamente, un ometto olandese (ma cazzo! una scopata ogni tanto nel frattempo? no?! no.).
C'era poi quest'altra ragazza intrigante, con cui condivido il mio senso dell'umorismo tutto strampalato e ci facciamo delle belle risate e si sta bene insieme. Pensate che per una sola volta abbia accettato di uscire da sola con me? nooooo. mai. sempre con quella sua amica (che mi detesta) e di cui pare la controparte sottomessa. Sto perdendo la pazienza, e questo non va bene.
E poi, certo, la Grande Delusione, su cui avevo investito più o meno tutto.

magari domani sera vado al cinema.
non a quello serio, no, vado a vedermi qualche film dimmerda (raddoppio fonetico) - sto aspettando che esca nelle sale Solomon Kane; dev'essere davvero inguardabile.
lo sapevate? sono i film così che possono esorcizzare i fantasmi semiotici.
I film così e la televisione.

Taglio, stasera (e questa settimana) taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 19/6/2010 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 giugno 2010
Vuoto
et voilà! un altro post ripetutamente depressivo e volutamente angosciante.
parto sempre dalla mia vita per avere spunti di questo tenore. I tre punti sono solo preamboli al succo del discorso.

1) il lavoro fa cagare, il commerciale con cui devo collaborare è uno stronzo che pugnala alle spalle (pugnala ME alle spalle, nello specifico), le mie colleghe, o buona parte di essere, sono delle stronze che invece rompono i coglioni manco tenessero su da sole il mondo (e invece mi pare non facciano altro che giocare a fare le dive in un teatro di posa, lamentarsi e bisbigliare veleno) - è stata una settimana dura, con un sacco di lavoro, per lo più ripetitivo e una crescente sensazione di inutilità e di spreco del io tempo.
come diceva gordon gekko bisogna "fare soldi a sufficienza per non sprecare il mio tempo" - sono lontano dall'obbiettivo.

2) il corso di tedesco richiede studio e io non studio. Cazzeggio, sì, poco, ogni tanto; respiro, sì, spesso, praticamente sempre, ma non studio - quindi questo weekend starò a casa a rimediare - poco importa che il sole spacchi le pietre e il mare risacchi il suo richiamo lontano.
Per abbordare le tedesche devo migliorare la lingua.
Ovviamente a spatola, con abbondante wishful thinking.
inoltre la mancanza di tempo mi causa: salto delle sessioni di corsa, carenza di attività fisica, trascurazione degli amici (questo mi duole), impossiblità alla ricerca di un lavoro nuovo e migliore.
Con le nuove conoscenze sono goffo e inibito, non ho mai argomenti e creo un vuoto pneumatico nella mia testa ogniqualvolta potrei fondermi con un gruppo con una battuta, o una chiacchierata.
Non ho niente da dire.

3) comincia a farsi strada la sensazione di aver perso definitivamente la d+bdm - le ho mandato una e-mail con commento al film "amami se hai il coraggio" (incurante di ogni 'dignità' come al mio solito) benchè fossimo rimasti che avrebbe dovuto farsi viva lei.
film consigliato da lei e che io vi consiglio a mia volta, il tema di fondo è di quelli che tolgono il fiato - e te lo ridanno rovesciato.
lei non ha nemmeno risposto e, come dicevano Rosencrantz e Guilderstern "la morte non È: è una assenza che acquista peso gradualmente, fino a diventare greve di morte".
Giustamente se vuole evitarmi altre illusioni è l'unica soluzione saggia, purtroppo continuo a volere lei, non la salvezza dalle illusioni.
Credo avesse per me il valore di una anima gemella ed è per questo che la perdita fa così male.
Insomma, la mia mappatura del lutto procede a gonfie vele, il percorso è chiaro e la navigazione nei miei sentimenti sta diventando ogni giorno più facile. Ora so che dopo una prima fase di negazione c'è un dolore sordo. E poi ancora dolore sordo, dolore sordo, dolore sordo, ...

Mi manca come l'aria, e non so come queste sensazioni, per la loro forza, non possano essere altrettanto importanti per lei - o per tutto il mondo. Mi viene da dirmi che dovranno pur significare qualcosa anche al di fuori dei confini della mia pelle, ma non è così, e questo aggrava la mia solitudine.

Andrea



permalink | inviato da AndreaTaglio il 12/6/2010 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
31 maggio 2010
i piaceri del vecchio Werther
stavo riflettendo con orrore: quello che mi elettrizza della d+bdm (donna più bella del mondo - per chi si fosse perso il post precedente) (rassegnatevi fedeli e sparuti lettori, porterò avanti il discorso fino alla fine di questa seconda adolescenza emo) è proprio la sensazione di vita vissuta come un gioco, di discesa nella profondità delle ragioni per cui si fanno le cose, fino a dove diventa possibile cambiare un tutto con un niente. Fino a dove diventa possibile cambiare e cambiare ancora.
Mi fa viaggiare di nuovo e sentire che tutto è ancora possibile, con tutto il pericolo insito nella possibilità - mi pare di essere ritornato a corteggiare il disastro (conoscere la morte - ti sbagli ciccetta, per quanto e per quanto ne sa il nostro desiderio di morte ogni cambiamento È una piccola morte - o quantomeno la cosa che più ci si avvicina).
thrilling.
dove la trovo un'altra così?
la mia piccola morte...

ecco, se proprio volessi analizzare la situazione sarei interessato a trovare delle definizioni e delle mappe per l'elaborazione del lutto (vd post precedente) e per questa qualità di precarietà stabile che mi attira come un magnete.
cos'è? cosa comporta? da cosa deriva? perchè mi attira?
l'introspezione sicuramente ha a che fare con la questione.

mi ha consigliato di vedere "amami se hai il coraggio"
io le ho consigliato "holy smoke".
ho la sensazione che sia stato quantomeno uno scambio di figurine equo.

beh, sarà il caso che cominci a cercare...

Taglio

PS: ... è il coraggio di cambiare che io ritrovo in sua presenza, di andare a fondo nelle cose, ma, come direbbe Jack a Tyler Durden: la pistola non è nella sua mano, è nella mia.
la sensazione che tanto amo è mia, per quanto lei ne abbia una bella parte.
hehehe - è solo un pensiero, una possibilità, ma se la portassi fino in fondo lei perderebbe quello che la rende speciale ai miei occhi, io diventerei una persona più saggia... e più fredda, e più sola, e meno innamorata.
oppure l'innamoramento è costante, se non è concentrato in un oggetto si espande a tutto il mondo nei nostri occhi?
bella pensata, ma anche premessi il grilletto mentirei a me stesso dicendo di non volerla - per ora mi accontento di ricordare che la pistola è nella mia mano...



permalink | inviato da AndreaTaglio il 31/5/2010 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 maggio 2010
elaborazione del lutto
1 argomento, due temi.
argomento, la donna più bella del mondo (d+bdm da qui in poi).

tema uno: dall'ultima chiacchierata con abbondante rassicurazione sulle sue aspirazioni proletarie in fatto di morosi automuniti sono aumentate le possibilità che legga questo blog, pertanto questo post mi potrebbe valere da riflessione aperta con la stessa. Ciao ciccetta!, la pornografia è da sostenere perchè non ho una ragazza fissa con cui sfogare i miei bassi istinti animali o le mie elevate pulsioni umane, se vuoi che mille e mille giovani come me non possano nemmeno vederle su schermo perchè l'immagine della donna viene manipolata ti prego di fare appello alla consapevolezza recondita degli osservatori, alle diatribe tra apocalittici ed integrati sui videgiochi violenti (e quanti psicopatici videogiocatori vivono tranquillamente senza uccidere alieni nella vita reale) e soprattutto alla libertà di mercato.
se vuoi che la gente non soddisfi il bisogno soddisfatto dalla pornografia con la pornografia comincia a pensare a qualche alternativa. e che sia ragionevole, sensata ed efficace - i moralismi per favore lasciamoli ai religiosi lobotomici negazionisti ("la pulsione sessuale non esiste! noi ne facciamo tranquillamente a meno! ... hmmm fieni qui pel pampino...").
il femminismo è un'inculata ed è acronistico - sarebbe il caso di muovere oltre.

tema due: la d+bdm ha già un morosetto e nei due o tre anni che ci siamo frequentati ne ha avuti altri. Cazzi suoi ovviamente, ma considerato che io ne sono parecchio invaghito (non la frequento solo per l'amicizia (ragù) e non voglio essere frequentato come solo amico (sono pasta al ragù, non separabili) senza la componente sensuale (pasta)).
Questa informazione (che lei è impegnata) assottiglia le mie speranze di entrare nel bianco dei suoi occhi e del suo sorriso, nel nero delle sue lenzuola, nel rosso del suo cuore.

ora il mio tema è la gestione (linguaggio manageriale? che ci fai qui?) del lutto e l'impostazione del rapporto futuro con una ragazza che mi piace. Tanto.
il sentiero del saggio, luminoso, spassionato, libero e sovrano imporrebbe di accettare la sola amicizia, incurante del fatto di essere stato rifiutato nell'ambito 'pasta' negli ultimi due o più anni e valutando invece quanto sia stata importante per me, quanto io le voglia bene e quanto piacere mi procuri ogni istante passato in sua compagnia.
il lato oscuro invece presiede alla vendetta ed all'egoismo.
...
mai stato un bravo jedi... la voglio e la voglio per me, se non posso starci assieme allora anche lei non avrà quello che vuole (la mia amicizia asessuata), soprattutto se assecondarla mi costerebbe una immensa frustrazione.
Puerile e vendicativo tentativo di passare da parte rifiutata (per + di 2 anni ormai) a parte rifiutante, recuperare in parte il potere nella relazione (teorema? e dove sta la corriera con i compagni di classe delle elementari?).

a due giorni dalla prima stesura di questo primo post sono ancora indeciso.
questa ragazza mi fa uscire dal personaggio e fa sorgere dubbi sulla mia capacità di 'tagliare'.
Persino quando degli amici mi hanno cortesemente sfottuto sugli effetti di questa tensione non sono stato capace di riderne serenamente ed ho spolverato di zucchero a velo la merda.
... considerate che è una mia priorità ridere di qualsiasi cosa ad eccezione della salute (e anche quella...).

Insomma, restare al suo fianco come finto amico, sperando e cantando che prima o poi rinsavisca e corrisponda il mio sentimento mentre io continuo a mangiare cocci di denti e di rifiuti? o tagliare tutto come un antagonista di film dell'orrore intento a potare un bonsai con una motosega insanguinata?
qualunque scelta io prenda sono comunque quello che ci perderà di più perchè ci perdo lei.
devo cominciare a rendermi conto che probabilmente l'ho già persa, indipendentemente da quale scelta farò.
merda che schifezza la mancanza di prospettive.
devo cominciare a fissare dei punti di riferimento nell'elaborazione del lutto, così da potermici orizzontare e sapere dove devo muovermi per snellire ed accelerare il percorso.

Taglio

PS: nella prossima puntata: un Nuovo Comandamento !



permalink | inviato da AndreaTaglio il 29/5/2010 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 maggio 2010
Meditazione del Parcheggio Incustodito (o del Supermercato)
Occorrono nervi saldi e tensione per questa meditazione.
Trovatevi in un ipermercato o in un parcheggio incustodito piuttosto grande - prendetevi ALMENO mezz'ora di tempo, meglio se un'ora abbondante.

Variante del Supermercato Straniante.
avete gironzolato per il supermercato facendo la spesa, lista alla mano oppure a colpo sicuro tra i vari reparti.
quando avrete messo nel carrello tutto l'occorrente continuate semplicemente a muoversi con lo stesso ritmo e la stessa intenzione, fermatevi ad intervalli regolari davanti ad uno scaffale che avevate preventivamente puntato con lo sguardo, prendete un bene di consumo a caso e fingete di esaminarlo accuratamente, leggete la lista degli ingredienti, le controindicazioni. Riponetelo senza farvi notare, oppure scuotendo leggermente la testa con una espressione di disapprovazione.
Ripetete quanto basta fino ad esaurimento dell'esercizio.

Variante del Parcheggio Incustodito.
da svolgersi preferibilmente senza bagagli, né borse della spesa.
andate normalmente verso la vostra macchina, poi, una volta arrivati, senza dare nell'occhio puntate un'altra macchina in un altro settore.
potete dirigervi con passo sicuro e determinato. L'importante è dare l'impressione di avere una direzione ed uno scopo; qualcosa da fare e di sapere che cos'è.
puntate macchine a casaccio che non siano l'evidente obiettivo di altre persone o gruppi.
Ripetete quanto basta fino ad esaurimento dell'esercizio.

in entrambe le varianti il senso della meditazione sta nel vagare senza meta reale tra la gente nascondendosi dietro l'impressione di fittizia di uno scopo.
vi permette una maggiore intimità il sapere che nessuno si interesserà a voi?
Nel caso di un esercizio ben riuscito potrete riflettere su qualunque problema vi impegni nella quotidianità. Osservare i pensieri che emergono, e risalire alla sensazione che vi provocano sarà la migliore ricompensa della meditazione in atto, proprio come per ogni esercizio di meditazione.

Avete avvertito il bisogno di rallentare il ritmo, la tensione o l'intenzione della camminata o dello sguardo?
Regolatevi su voi stessi e sulle persone che vi stanno accanto e che stanno sbrigando le proprie faccende per quanto riguarda le suddette modalità. Ricordate che potete variare la velocità dalla corsa all'immobilità protratta, comprendendo una camminata al rallentatore, una camminata veloce e una rilassata e normale.
Quando cominciate a sentire che potreste attirare attenzione con un comportamento non usuale?
il vostro umore, la concentrazione e la vostra leggerezza, in una parola il vostro spirito, influisce in qualsiasi modo su questo confine della norma sociale?
Potete immaginare cosa accadrebbe se rompeste tale membrana invisibile? Rifletteteci, la cosa vi spaventa? perché?
la affrontereste senza problemi? come se stessero violando un vostro diritto? perché?
In alcuni casi camminare perfettamente senza meta, lentamente e con la mente svagata non viola in alcun modo le barriere della norma sociale; il vostro esercizio si è risolto in questo modo?

Oppure avete cominciato ad attirare effettivamente degli sguardi su di voi? il vostro spirito in questo caso era grave o lieve? a quale gradazione di questa variabile il vostro comportamento è risultato strano ai passanti?
Qualcuno vi ha rivolto espressamente la parola? questo vi ha infastiditi?

lo scopo di questo esercizio è quindi duplice: trascorrere del tempo in meditazione come fareste normalmente mantenendo la posizione del criceto supremo nell'ashram indiano di Khalawashtarhi sotto casa vostra e, contemporaneamente, di esplorare i limiti della norma sociale in maniera innocua e sottile.
Nel caso guardie della sicurezza, poliziotti, ufficiali delle forze dell'ordine o squadre d'assalto militari dovessero arrivare al punto di intimarvi di fornire spiegazioni è comunque consigliabile affermare di essere attori impegnati in esercizi di movimento e collaborare pienamente.
Noi non ci assumeremo alcuna responsabilità

Taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/5/2010 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
24 aprile 2010
Funambolismo immobile
arriva con un glicine in mano e non puoi più fare finta di non esserti accorto della sua presenza, così, con l'arrivo della primavera, comincio a stare bene sul serio.
non mi frega più nulla di nulla (lavoro? non mi porto a casa quei problemi - piuttosto lo cambio) ( ragazze? passo volentieri del tempo con loro, ma non soffro per la loro mancanza, le aspetto semplicemente - sperando arrivino presto dall'Olanda...) e il sole illumina le mie giornate.

ditemi voi, come si possono avere ansie da risolvere e meditazioni taglienti se la realtà non è più così oscura?
(nono - domanda retorica - qualche idea ce l'ho già).

stare bene toglie la necessità di evolversi e cambiare, ma permette di fare ordine e magari anche di sviluppare il desiderio di migliorare (me stesso, la mia condizione).
magari è solo consumismo ("hum, vorrei un altra personalità... grazie, proverei quella arancione, ma di una taglia più larga").

l'esperienza di mille yo-yo insegna che nulla resta statico a lungo - ci rivedremo vestiti di blu scuro come il cielo, e avremo molto altro da dirci.

gli amici si erano convinti che una cameriera rumena (detta "torretta M60" per l'impertinenza dei capezzoloni) avesse dell'interesse per me, ma alla prova dei fatti stava solo facendo il suo lavoro e fidelizzando clienti per il pub.
bhè, ha funzionato - questo trucchetto mi ha estorto 4 birre in due giorni.

ho voglia e non ho voglia di andare a correre, ricominciare a leggere e scrivere un capitolo alla settimana di Meditazioni da Taglio (un progetto editoriale).
ho voglia di uscire con gli amici e andare in Olanda, trovare un senso alla vita e riuscire ad immaginarmela differente.
l'immaginazione al potere!

Taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 24/4/2010 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 aprile 2010
Mamma Morte, fai ciò che vuoi.
Io sono stravaccato sul letto, oppure in poltrona, oppure esco, con gli amici.
Forse sto guardandomi la TV, oppure leggo un libro, un articolo, faccio una telefonata.
In ogni caso non studio, non mi impegno, non pulisco il cesso, non stiro, non esco.
Perchè?
Non è solo perchè sono stato abituato male (quella santa donna di mia madre), anche se sicuramente ha aiutato ed aiuta.

Io credo che sia un desiderio, inconscio magari, di sofferenza, di impatto, di dolore. Di morte.
Mamma Morte si prende in carico da fare tutto quello che non faccio io della mia vita, carezzandomi ogni minuto, mentre io faccio di tutto per non sentire le sue carezze, eccetto che sentirle davvero, e rendermi conto che sono schiaffi.

ogni presa di consapevolezza è un passo avanti, ma questa immagine che mi ha sopraffatto non ha cambiato granchè le cose (a parte farmi venire voglia di scrivere come sto facendo); tutta la mia vita è costantemente sull'orlo di cambiamenti sostanziali - accettare un nuovo lavoro identico a quello che faccio già, ma a Verona, restare dove sono, cambiare lavoro (in una agenzia matrimoniale?), trovare una morosa (in Olanda?) e mettere su famiglia, occuparmi degli affari di famiglia.
e ogni scelta beneficerebbe di uno studio più accurato, di una maggiore energia, della dedica di più tempo.
tempo tempo tempo
se Mamma Morte si occupa di tutto questo io posso continuare a cazzeggiare - ci penserà qualcun altro, con il tempo passerà tutto.
davvero.
ma proprio tutto tutto.

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 18/4/2010 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Comandamenti:
i primi 10 sono diventati vecchi e per l'umanità di oggi abbiamo concordato questi (i primi 2 sono Suoi, il 3° l'ho suggerito io e Gli/Le è piaciuto. il quarto è l'ultimo Suo. gli altri a volte fluttuano)

1-fai un po' come cazzo ti pare
2-misura due volte, taglia una soltanto
3-nega l'evidenza
4-sii lupo tra i lupi. uomo tra gli uomini

questi sono i prossimi candidati
5-ama te stesso come il prossimo tuo
6-la risposta è dentro di te. epperò è sbaiiata
7-endless talking / life rebuilding
8-nothing is static. everything is evolving. everything is falling apart.
anche detto: se le cose non cambiano, peggiorano

poi sono sceso dal Sinai e ad oggi sto ancora vagabondando.

 

Forse ci sono arcobaleni che i miei occhi non vedono, e altri occhi e mille vite differenti, che non posso nemmeno immaginare.
Sento il calore delle ghiande che diventano querce, forse le radici affondano nel sole?
Fischietto un motivetto comune, sorrido storto e passo avanti un'altra stagione,
Altrove, un giardino di rovi è rigoglioso di diamanti neri




Haiku

Senza rumore
il grigiore divora -
tutto il cielo
 
Non agitarti
fingi indifferenza -
Il tempo cambia
 
Nessun amico
è mai vicino quanto -
un foglio bianco
 
il cielo terso
la vista offuscata -
dalle lacrime
 
Nebbia sul fiume
un sentiero conduce -
ad altri mondi
 
Scintille d'oro
onde lente d'estate -
mare di spighe
 
Armate nere
screziate di nuvole -
Rotte di luce
 
Delitti sparsi
nei campi, come sangue -
i papaveri
 
Filtra la luce
da un foro nel buio -
la luna piena
 
Terra e cielo
La cicala insiste -
non mi importa
 
Ancora lotta
morde, strepita, vince -
è l'equilibrio
 
Inaspettato
col fiato in nuvole -
il lieto fine
 
Io e il cielo
abbiamo in sospeso -
molto da dirci
 
Tremo coi muri
padrona della terra -
è la tempesta
 
Sorride dolce
ai boccioli di pesco -
la malinconia
 
L'ombra più chiara
i germogli sui rami -
al crepuscolo
 
Fiori sbocciati
ricamano nelle vie -
mille starnuti
 
Le prime gocce -
La terra ha l'odore
della libertà
 
Conta petali
senza dubbi rimane -
la margherita
 
Onde morbide
si posano nel cielo -
cupo presagio
 
Piume di pioppo
non si scioglie al sole -
neve di maggio
 
La via è dritta
La percorro sicuro -
Sono perduto
 
Tiri di dadi
Scelte tagliano netto -
Vite in gioco
 
Fiori a terra
Dopo la prima pioggia -
Rami d'autunno
 
Casa accesa
resta alle mie spalle -
Il crepuscolo 
 
Notte d'amore -
La ninnananna suona
per chi rimane
 
Arso il giorno
anche il sole cerca
invano l'ombra
 
Foglie in festa
ironia della sorte
corvi in lutto
 
Sempre si perde
tra i rami del bosco
quella foglia che...
 
Bandite le ombre
il mondo si fa grigio
nei miei occhi
 
La luce tenue
i colori dell'alba -
occhi strizzati
 
Onda di goccia
increspa il riflesso -
pioggia all'alba
 
Sfondo di carta
figura di inchiostro
rami e cieli
 
Scrivo col dito
sull'onda. La sabbia dà
haiku al vento
 
Senza speranza
mi lascio invadere
dal primo sole
 
Come germogli
dove c'era foresta
il mio pensiero
 
Gocce salate
fingo siano lacrime
bagno al mare

Scatta il gatto
la farfalla gli sfugge -
Io sono pronto

Testa altrove
stanco di ricordare -
Soffia il vento

Dalla finestra
abbaglia la forsizia -
Sole in terra

Cade leggera
sulla neve d'inverno -
Solitudine

Trema la voce -
Una fredda primavera
scioglie il cuore

Notte passata
contando sillabe
E' già domani!

Batte il sole,
fa ombra un lampione.
Un ossimoro!

Piove sui rami
il canto della cincia
sgrida il sole

Cade la foglia
è incerto il volo.
Sceglie il vento

Fine estate
L'haiku è per lo spirito
effetto neve

Tutti attenti
attorno al tavolo
Niente da dire

Il drago freme
la calma esteriore
morde al cuore

Occhio distratto
volteggia come scimmia
Fronde di sguardi

si ramifica
in sentieri d'argento
la calligrafia


si innervano
in sentieri d'argento
ombre di brina

ogni silenzio
tra le gocce di pioggia
parla d'autunno

scrivere haiku
impegno senza senso
copre il cuore

Nebbia in testa
Inferno appena sveglio
[ahi] cattivo vino!

noia e astio
idioti al tavolo
respiro fumo

segni d'inchiostro
una foto in sillabe
è nato l'haiku

 

 

Meditazioni da taglio

vi è mai capitato? provateci:
mettetevi nell'ordine di idee di non attirare troppo l'attenzione. proprio una giornata in cui la vostra attenzione non è concentrata su voi stessi (sguardo fisso avanti, presenza 10/10, per le ragazze ancheggio selvaggio tacchi12, per gli ometti camminata alla terminator) nè troppo sul mondo esterno (ma se si deve scegliere meglio questa seconda ipotesi)(spalla china e un po' gobba, sguardo topesco e guizzante su ogni oggeto e persona che incrociate. mai rivolto avanti. piuttosto in basso). normale. se siete belli abbruttitevi. se siete particolarmente brutti non fateci caso. camminate piano, se incontrate qualcuno che conoscete guardatelo distrattamente e nonattirate la sua attenzione. fatelo procedere come se non vi conoscesse. come se voi non esisteste. ci vuole molto allenamento e molta fortuna, ed un conoscente meglio se superficiale. incontratene almeno 2 (meglio se 5 o 6) che tirino dritto.
indispensabile non fermarsi a parlare con nessuno. se proprio vi riconoscono devono avere altro da fare. un lieve cenno del capo basterà.
se avete svolto correttamente l'esercizio dovreste percepire distintamente una membrana tra voi ed il resto della società, come una barriera dimensionale gommosa.
oppure potreste essere presi dall'"estasi dell'uomo invisibile". nessuno può vedervi, nè riconoscervi. attenti! potreste avere dubbi sulla vostra stessa esistenza. proseguite così, camminando, fino a casa vostra o fino all'esaurimento naturale dell'effetto.
come vi siete sentiti? che effetto vi ha fatto? avete provato disagio o tranquillità?
rifatelo se vi è piaciuto e la prossima volta cercate altri come voi.
magari ci incontriamo lì



oppure fate la meditazione dello specchio.
dai, provate a farlo anche voi.
non vi ci vuole tanto, basta uno specchio e 10 minuti della vostra vita. 10 minuti sono per sempre...
siete felici oggi? siete contenti?, soddisfatti? non importa.
mettetevi davanti allo specchio dopo esservi lavati la faccia e provate a sorridere. muovete i singoli muscoli della faccia, allargate e distendete le labbra. vi accorgerete che manca ancora qualcosa. gli occhi. devono ridere anche gli occhi. fissateli intensamente, e provate a sorridere anche con gli occhi, se ci riuscite. se non ci siete riusciti, va bene, andiamo avanti.
se ci siete riusciti, aspettate.
continuate a guardarli mentre sorridete.
piano piano, dopo un po', il sorriso abbandonerà i vostri occhi, già mentre ricambiano il vostro sguardo; i muscoli della faccia tirano leggermente, come se fossero a disagio e non sapessero più qual'è il loro posto. poi il sorriso aperto su una bocca scintillante ritorna quello che è: un ringhio. un ghigno di denti snudati oscenamente. gli occhi perdono tutta la loro vita e restano vuoti.
vuoti.
è importante.
guardateli quegli occhi.
guardate quel volto in cui il sorriso si è sgretolato un pezzo per volta.
avete tutto il tempo del mondo per fissarlo. sentite l'effetto che vi fa vedere un volto che non sembra più capace di sorridere.
non distendete ancora le labbra. lo faranno da sole.
date attenzione alle sensazioni che vi fa provare il guardarlo ed ai pensieri (o all'assenza di pensieri) che emergono.
che effetto vi fa sapere che quel volto è il vostro?
adesso ormai ogni traccia di quell'aborto di sorriso dovrebbe essere svanito. riuscite a vederlo ancora?
pensate a cosa esprime quel volto serio che vedete nello specchio.
se lo fissate nel modo giusto vi sembrerà un'altra persona e al tempo stesso saprete che è il vostro.
sei ancora con me, ci sei? sei riuscito a resistere fin qui?
si?

 

allora benvenuto/a nella mia mattina




IL CANNOCCHIALE